mancato accesso degli animali nei luoghi pubblici

In merito all’argomento dell’accesso di un animale in un ristorante o negozio, vi è una confusione assoluta. Analizziamo l’argomento secondo le varie posizioni degli organi di controllo. La legislazione Europea non è particolarmente specifica su questo punto, ma è piuttosto chiara.

Il Reg. 852/2004 infatti stabilisce: “Occorre predisporre procedure adeguate per controllare gli animali infestanti e per impedire agli animali domestici di accedere ai luoghi dove gli alimenti sono preparati, trattati o conservati (ovvero, qualora l’autorità competente autorizzi tale accesso in circostanze speciali, impedire che esso sia fonte di contaminazioni).”

Che cosa dice la normativa sull’accesso di un animale nei negozi e ristoranti

Quindi la normativa comunitaria, generalmente, precluderebbe l’accesso a un animale anche d’affezione ai luoghi dove sono preparati, trattati o anche solo conservati gli alimenti. Da qui un logico divieto per la maggior parte delle attività alimentari senza eccezioni. Tuttavia la seconda parte del punto introduce la possibilità di aperture dove dice: “qualora l’autorità competente autorizzi tale accesso in circostanze speciali”.

Per la Polizia Veterinaria in realtà una piccola complicazione sta già nel fatto che bisogna definire bene cosa si intenda per luogo pubblico. Vi sono infatti i luoghi pubblici come proprietà del demanio dello Stato (vie, piazze, ma anche uffici pubblici) e i luoghi privati aperti al pubblico (negozi, bar o ristoranti).

A livello nazionale il Regolamento di polizia veterinaria DPR 320/1954 chiede ai sindaci, in merito alla profilassi della rabbia, di prescrivere l’utilizzo di museruola e guinzaglio. Tale scelta è rivolta ai cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto. Quindi se ne deduce che i cani possono entrare tranquillamente nelle due categorie di luoghi pubblici citati. Per farlo il padrone dovrà accompagnarli e tenerli sotto il suo controllo.

I vari comuni scelgono con delle ordinanze ad hoc se fare entrare o no l’animale, e se farlo entrare con eventuali limitazioni.

Ultimi aggiornamenti

Da un aggiornamento di agosto del 2017 il Ministero ha definito la propria posizione che è la seguente:

Dove i regolamenti comunali permettano l’accesso degli animali nei locali, spetta all’Operatore del Settore Alimentare introdurre tutte le misure necessarie, tramite le proprie procedure di autocontrollo, per garantire che gli animali non entrino in contatto con gli alimenti sia sfusi che confezionati. L’osa potrà “prevedere di vietare l’accesso agli animali soltanto qualora non possa gestire il rischio di contaminazione degli alimenti in altro modo“.