Quali sono i rischi aziendali da valutare nel DVR?

Il coronavirus ha costretto tutte le aziende italiane ad apportare molti cambiamenti al sistema di produzione e alla gestione aziendale. Come abbiamo scritto nel nostro portfolio “Come Ripartire“, queste modifiche comprendono anche l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che deve includere una valutazione specifica per il contenimento dei rischi da Covid-19. Se anche tu devi aggiornare il tuo DVR, o se devi redigerne uno per la tua nuova impresa, questo articolo fa per te. Vediamo insieme quali sono i rischi aziendali da analizzare nel Documento Valutazione Rischi e come valutarli.

Tipologie di Rischi Aziendali

Quando si compila il DVR, ci sono molti rischi da tenere in considerazione. Questi rischi possono essere divisi in 3 categorie.

Rischi per la salute

I rischi di natura igienico ambientale sono quelli derivati dall’esposizione ad agenti chimici, cancerogeni, mutageni, fisici o biologici, anche quelli di cui non si possono riscontrare immediatamente gli effetti. Sono quelli che possono incidere maggiormente sulla salute dei lavoratori che devono lavorare a contatto con agenti nocivi. Questi agenti includono anche rumori, vibrazioni, ultrasuoni e radiazioni. In questa categoria vanno inclusi:

  • Rischi da esposizione ad agenti biologici;
  • Rischi che derivano dall’esposizione ad amianto;
  • Esposizione a campi elettromagnetici;
  • Interferenze;
  • Rischi per la salute del lavoratore a causa dell’esposizione al rumore;
  • Microclima;
  • Rischio chimico;
  • Agenti fisici

Rischi per la sicurezza

I “rischi di natura infortunistica”, ovvero quelli da cui può derivare un incidente causato dagli strumenti o dalle strutture mobili presenti in azienda. Sono i danni causati da situazioni di negligenza e carenze strutturali (mancanza di apparecchiature di emergenza, assenza di protezioni sugli apparecchi e sui macchinari, impianti elettrici non protetti). Questa categoria include:

  • Rischio elettrico;
  • Rischio incendio;
  • Atmosfere esplosive;
  • Ponteggi;
  • Rischi da carenze strutturali dell’Ambiente di Lavoro;
  • Rischi da carenze di sicurezza su Macchine e Apparecchiature;
  • Rischi da manipolazione di Sostanze pericolose;

I rischi trasversali o organizzativi

In quest’ultima categoria sono compresi tutti i rischi che dipendono dalle dinamiche aziendali (rapporti lavorativi, interpersonali e di organizzazione). Poiché l’organizzazione dell’ambiente di lavoro può influire molto sul benessere (fisico e psicologico) dei dipendenti, in questa categoria è incluso anche il “rischio di stress da lavoro correlato“, che comprende tutte le situazioni che possono colpire l’aspetto emotivo. In questi casi, i danni non sono immediatamente riscontrabili, il che rende questo rischio particolarmente difficile da individuare. Per questo, il datore di lavoro e il medico competente devono valutare attentamente le possibili cause di stress e sviluppare strumenti che consentano loro di programmare una distribuzione più equa e gratificante del lavoro. Inoltre, bisognerebbe informare correttamente i lavoratori su come riconoscere le forme nocive di stress e su come affrontarle in modo positivo.

Come valutare un rischio lavorativo

Ora che sappiamo quali sono i rischi aziendali da considerare nel DVR, vediamo insieme come bisogna valutarli. Per stilare la relazione da allegare al Documento di Valutazione, infatti, bisogna seguire un iter preciso che tenga conto di molti concetti, come le possibili fonti di pericolo e l’entità del rischio. Per capire quali metodi adottare, bisogna seguire le indicazioni fornite dal coordinamento tecnologico per la prevenzione dell’amministrazione regionale in materia di sanità. In generale, comunque, questo iter può essere riassunto in alcuni step comuni.

Individuare i fattori di rischio e i lavoratori esposti

Ci sono due tipologie di rischio: quelli conosciuti, facilmente individuabili, e quelli poco identificabili, che necessitano di più controlli ed ispezioni. Questi ultimi sono più frequenti nelle grandi aziende e vanno divisi fra rischi generali, specifici, particolari e di emergenza. Dopo averli individuati, bisogna capire quali sono i lavoratori che hanno più possibilità di essere esposti a questi rischi, sia attualmente che in futuro. Le persone più a rischio devono essere segnalate al medico competente, che dovrà informarle sui migliori metodi di prevenzione e sulle giuste cautele sanitarie.

Calcolare l’entità delle esposizioni e gli eventuali danni

In questo caso, si devono raccogliere dei dati sulla frequenza e sulla durata dei lavori dai che possono compromettere la salute o la sicurezza dei lavoratori, per poi valutare se eseguire altre valutazioni in futuro attraverso misure di igiene industriale. Bisogna capire la portata degli eventuali danni e quanto è probabile che il rischio si trasformi in una situazione di emergenza. Questa fase è considerata fondamentale per l’individuazione del rischio, il quale determina anche quali contromisure saranno applicate. E’ importante prevedere ogni possibile evento dannoso e predisporre un piano di prevenzione

Controllare se ci sono già delle misure preventive e se sono attuabili

Dopo aver considerato tutti i rischi che si possono sviluppare in azienda e aver verificato la presenza di materiali o sostanze nocive, bisogna pensare alle misure di prevenzione. In questa fase, si controlla se si possono utilizzare materiali diversi o se si possono adottare DPI e dispositivi di protezione collettivi. Qualora l’azienda abbia già stabilito in passato delle misure preventive, bisogna constatare se esse siano ancora attuabili o se necessitano di una revisione.

Subito dopo questa fase, bisogna realizzare un piano di intervento che tenga conto delle risorse presenti in azienda e stabilisca se c’è bisogno di ulteriori azioni. Le misure che verranno confermate in questa fase dovranno essere rivalutate ogni anno. In queste occasioni, si terrà una riunione durante la quale il responsabile per la sicurezza dei lavoratori si esprimerà in merito all’idoneità di queste misure e si farà portavoce dei dipendenti.

Redazione e aggiornamento del DVR

Ora sei pronto/a a redigere il tuo DVR. Questo documento deve essere redatto da tutte le imprese, esclusi i liberi professionisti, le ditte individuali, le imprese familiari e le aziende con un solo socio lavoratore. Esso contiene la valutazione dei rischi di cui abbiamo parlato sopra. Per la valutazione di ogni rischio, inoltre, deve essere stilata una relazione esaustiva che spieghi con quali criteri è stata svolta l’analisi in termini semplici, comprensibili anche dai non addetti ai lavori. Questa valutazioni, ovviamente, non sono permanenti: devono essere aggiornate ogni volta che c’è un cambiamento riguardo l’allestimento dei locali aziendali, l’utilizzo di macchinari o sostanze necessarie alla produzione, oppure per l’entrata in vigore di nuove norme. Se vuoi saperne di più, visita la nostra pagina dedicata al Documento di Valutazione dei Rischi.

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile. Se hai ancora qualche domanda, o se pensi di aver bisogno di una consulenza, scrivici pure e ti risponderemo il prima possibile.