Gas radon nei luoghi di lavoro: protezione, prevenzione e valutazione
In Italia, la concentrazione media del gas radon indoor raggiunge circa 70 Bq/m³, quasi il doppio del valore medio mondiale di 40 Bq/m³. Questo dato allarmante emerge dal factsheet Inail sulla prevenzione e protezione dall’esposizione al radon nei luoghi di lavoro. Pertanto, il radon rappresenta il secondo agente di rischio per il cancro ai polmoni dopo il fumo di tabacco, contribuendo a circa il 10% di tutti i casi.
Valutazione del rischio radon nei luoghi di lavoro
Secondo il Decreto Legislativo 101/2020, la valutazione del rischio radon richiede la determinazione della concentrazione media annua in aria da parte di servizi di dosimetria riconosciuti. Inoltre, il Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR) fornisce criteri aggiuntivi per l’individuazione dei punti di misura. Di conseguenza, è essenziale integrare queste valutazioni nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per garantire una protezione completa.
“Il rischio relativo cresce linearmente al crescere dei livelli di radon, rendendo cruciale l’applicazione del principio ALARA (As Low As Reasonably Achievable).”
Misure di protezione e interventi di risanamento
Quando i livelli di radon superano il Livello di Riferimento (LdR), è necessario adottare misure correttive per ostacolare l’ingresso del gas negli edifici. Questi interventi, progettati da Esperti in Interventi di Risanamento (EIIR), includono:
- Sigillatura di fessure e punti di ingresso
- Ventilazione forzata degli ambienti
- Utilizzo di barriere impermeabili al radon
Se gli interventi non sono sufficienti, si devono implementare misure di protezione individuale, valutate da Esperti di Radioprotezione (EdR). In particolare, le dosi efficaci devono essere confrontate con il limite di 6 mSv/anno, attivando provvedimenti specifici in caso di superamento.
Prevenzione e normative di riferimento
La prevenzione dell’esposizione al radon è raccomandata per tutti gli edifici, anche al di fuori delle aree prioritarie. Infatti, l’art. 244 del D.Lgs. 101/2020 modifica il D.Lgs. 81/2008, richiedendo l’integrazione dei documenti sul rischio radon nel DVR. Inoltre, in caso di superamento del LdR, è obbligatorio informare gli organi di vigilanza e inviare comunicazioni dettagliate.
“Si stima che in Italia, dei 31.000 casi annuali di cancro ai polmoni, tra 1.000 e 5.500 siano attribuibili all’esposizione al radon.”
Per approfondire, consulta il factsheet Inail e le normative come il D.Lgs. 101/2020 e il Piano Nazionale d’Azione per il Radon 2023-2032. In sintesi, la protezione dal radon richiede un approccio multidisciplinare e il rispetto delle normative vigenti.
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