Valutazione del Rischio Chimico nei Laboratori Universitari: Norme e Operatività
La sicurezza nei laboratori di ricerca universitari richiede un approccio metodologico rigoroso, specialmente riguardo al rischio chimico. Infatti, a distanza di 16 anni dall’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008, è ancora vigente il DM 363/1998, che sembra non rappresentare le attuali esigenze prevenzionistiche. Pertanto, è necessario un intervento legislativo chiarificatore per definire obblighi e responsabilità nell’ambiente universitario.
Misure Generali per la Prevenzione del Rischio Chimico
In via preliminare allo svolgimento di attività con agenti chimici, il datore di lavoro deve attuare le misure descritte dall’art. 224 del Testo Unico. Questa attività deve essere condotta prima dell’inizio del processo lavorativo, integrando gli aspetti prevenzionistici sin dalla fase progettuale. Inoltre, la mancata attuazione di queste misure può creare situazioni di non conformità e un effetto domino negativo.
“L’attuazione efficace degli artt. 223 e 224 assume una rilevanza assoluta per la sicurezza.”
Valutazione Preliminare e Approfondita del Rischio
Ai fini della valutazione, si distinguono due fasi: valutazione preliminare e valutazione approfondita. La prima verifica se il rischio è basso per la sicurezza e irrilevante per la salute; in caso contrario, si procede alla seconda. Tuttavia, la mancanza di criteri legislativi precisi ha portato allo sviluppo di metodologie basate su algoritmi come MoVaRisCh e LaboRisCh.
- MoVaRisCh: algoritmo per la valutazione del rischio chimico.
- AlPiRisCh: strumento per l’analisi preliminare.
- LaboRisCh: specifico per laboratori di ricerca.
- Algoritmo SNPA: utilizzabile anche per sostanze cancerogene.
Questi algoritmi assegnano valori numerici a parametri di pericolosità ed esposizione, ma vanno usati con cautela a causa di limitazioni intrinseche. Successivamente, se necessario, si effettua la valutazione approfondita con misurazioni secondo la UNI EN 689:2019.
Problemi Operativi nei Laboratori Universitari
Nei laboratori universitari, il rischio chimico è caratterizzato da elevata complessità, spesso con uso concomitante di più sostanze. Da un punto di vista operativo, è cruciale coinvolgere gruppi di ricerca e soggetti competenti, adottando procedure ad hoc. Inoltre, un approccio culturale consapevole e sistemi comunicativi efficaci sono fondamentali per una corretta valutazione.
“Solo una piena consapevolezza del proprio ruolo sta alla base di una corretta valutazione dei rischi.”
In conclusione, migliorare la prevenzione nelle università richiede chiarezza normativa e competenze tecniche adeguate. Pertanto, investire in formazione e strumenti tecnologici può fare la differenza nella gestione della sicurezza.
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