Rapporto Capitale Naturale Italia 2024: Dati e Tendenze

Stato del capitale naturale d’Italia: VI rapporto 2024 e impatto sulla sicurezza economica

Il Ministero dell’ambiente ha diffuso nell’agosto 2025 il sesto Rapporto sul capitale naturale, evidenziando come la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi naturali rappresentino una minaccia diretta per l’economia. Inoltre, questo documento, redatto ai sensi dell’articolo 67 della legge 221/2015, utilizza dati aggiornati al 2024 e include informazioni provenienti dalla Banca centrale europea.

Dipendenza delle aziende dai servizi ecosistemici

Secondo il rapporto, quasi il 72% delle aziende non finanziarie nei 20 Paesi dell’area euro dipende strettamente da almeno un servizio ecosistemico, ovvero quei benefici che il sistema naturale genera per l’uomo. Di conseguenza, il degrado della natura ha un impatto significativo sui sistemi economici e sulla stabilità finanziaria, rendendo urgente l’adozione di misure preventive.

Vantaggi del ripristino degli ecosistemi degradati

Il Report sottolinea i vantaggi, sia economici che non, del ripristino degli ecosistemi degradati. In particolare, vengono evidenziati gli strumenti finanziari di riforma per una integrazione del capitale naturale nelle decisioni di politica economica e fiscale. A tal proposito, la normativa europea sulla finanza sostenibile, inclusa la tassonomia e la rendicontazione di sostenibilità, gioca un ruolo cruciale nell’incentivare le imprese a investire nel capitale naturale.

“Il degrado della natura minaccia direttamente la stabilità economica e richiede interventi immediati.” – Rapporto sul capitale naturale

Impegni normativi e strategie europee

Il documento cita gli impegni della Strategia europea per la biodiversità 2030 e quelli del regolamento 2024/1991/Ue sul ripristino della natura, che contribuiscono a invertire la rotta sul degrado costante dell’ambiente. Per l’Italia, questo impegno è ulteriormente sancito dalla modifica all’articolo 9 della Costituzione, rafforzando la protezione ambientale a livello nazionale.

Ecco i punti chiave del rapporto in una lista numerata:

  1. Analisi della dipendenza economica dai servizi ecosistemici.
  2. Raccomandazioni per il ripristino degli ecosistemi.
  3. Integrazione del capitale naturale nelle politiche fiscali.
  4. Applicazione del principio DNSH oltre il Pnrr.
  5. Supporto delle normative europee sulla finanza sostenibile.

Infine, il Comitato per il capitale naturale, estensore del Rapporto, raccomanda di estendere il principio obbligatorio del “non arrecare danno significativo all’ambiente” (principio Do No Significant Harm — DNSH) oltre i progetti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Questo principio dovrebbe essere applicato a tutti gli interventi con rilevanti ricadute territoriali e ambientali, garantendo una maggiore protezione.

“Estendere il principio DNSH è essenziale per prevenire danni ambientali significativi.” – Comitato per il capitale naturale

In sintesi, il sesto rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia, basato sull’articolo 67 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, fornisce una visione completa delle sfide e delle opportunità legate alla conservazione ambientale e alla stabilità economica.

📖 Fonte e approfondimenti: Questo articolo è basato su contenuti di settore specializzati. Per consultare la fonte originale e ulteriori dettagli tecnici, puoi visitare: l’articolo di riferimento su PuntoSicuro

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